BIOGRAFIA
Scrivere qualcosa su chi come me è
solo un grande appassionato dello sport automobilistico, risulta difficilissimo.
Non posso e non voglio ricostruire nessuna carriera automobilistica,
ma soltanto trasmettere e condividere la mia profonda passione per
i motori con altri amici.
Tutto è iniziato quando ero appena adolescente, nessuno mi
ha mai trasmesso né tramandato tale passione. Mi hanno sempre
affascinato le gesta dei piloti anche di minore importanza dagli anni
cinquanta ai tempi odierni. Così mi è nata, anche una
profonda passione per l’automobilismo storico. Mi sono sempre
interessato delle evoluzioni per la tecnica dei motori e dei telai,
leggendo tantissimo. Ho avuto la fortuna di conoscere personalmente
e di coltivare l’amicizia con alcuni piloti del passato, allora
punto cardine delle loro gesta sportive.
Mi affascina tanto il mondo del collezionismo d’epoca in tema
automobilistico, con disperati sacrifici sono riuscito ad acquistare
alcune auto d’epoca che utilizzo in manifestazioni di regolarità.
Fortunatamente riesco a condividere questa mia passione con alcuni
amici altrettanto interessati all’affascinante mondo dell’automobilismo.
- Nel lontano 1994 sono socio fondatore, con un gruppo affiatato di
amici, della scuderia automobilistica “Jurassic Cars Team Puglia”
attivissima in competizioni per auto storiche. I nostri equipaggi
ottengono ottimi piazzamenti in gare titolate di Campionato Italiano
Regolarità Auto Storiche, eravamo i più rappresentati,
eravamo un gruppo fortemente affiatato e felice di diffondere la nostra
più grande passione. Purtroppo nel maggio del 1999, durante
un trasferimento in occasione del Raid del Gattopardo, il nostro equipaggio
formato del Presidente della Scuderia, Maurizio Isajia e dal suo navigatore,
Antonio Caldarulo, perde il controllo della Porsche 911 di colore
bianco, uscendo tragicamente di strada. Per i nostri amici non c’è
via di scampo !! Da quel momento sospendiamo le nostre partecipazioni
alle gare, il dramma ci sconvolge, ma la passione continua ad ardere
nei nostri cuori.
Maurizio era una persona unica, travolgente, infaticabile, devo al
lui il mio profondo amore per l’automobilismo storico.
Antonio ci seguiva da poco sui campi di gara, era cordiale e discreto,
ottimo navigatore.
- La voglia di continuare mi travolge, nel 1996, con altri infaticabili
amici fondiamo un club di auto e moto storiche “Rombo Arcaico”,
nel 1997 otteniamo la difficile e tanto desiderata federazione ASI,
Automotoclub Storico Italiano. Il club, attivissimo, vanta circa 450
soci ed ha sede in Gravina in Puglia. Personalmente mi occupo della
segreteria ed in particolare delle attività sportive, di organizzazione
eventi e di partecipare a raduni e gare di regolarità.
- Nel 2006 divento socio di Porsche Club Italia, antico sodalizio
che mi permette di prendere parte alle gare di Formula Club, dandomi
la possibilità di girare negli autodromi più belli ed
affascinati d’Italia, maturando una importante esperienza di
guida sportiva. Anche nel 2007 sono impegnato in tale programma sportivo,
riuscendo ad ottenere buoni piazzamenti, supportato con grande entusiasmo
dal Centro Porsche Bari.
- Nel mese di maggio del 2007, coordinati da Porsche Italia e dal
concessionario Porsche di Bari, presso il circuito sperimentale di
Nardò, indiciamo l’assemblea costituente del Porsche
Club Puglia.
I progetti per il futuro sono ancora tanti, auspicandomi che la mia
famiglia continui ad assecondare un folle come me !, sperando di riuscire
a trovare le risorse necessarie per superare qualsiasi ostacolo, del
resto volere è potere !!
In memoria di Maurizio Isajia
e Antonio Caldarulo, un comune amico, Marco De Giosa, in data 23/05/99
, dedicava loro questa splendida poesia:
Ciao Maurizio, scusami
se ti disturbo, ma voglio rubarti solo un minuto di attenzione.
Sono certo che anche lassù stai sempre in costante fermento,
chissà, magari sarai impegnato nell’organizzazione
del Challenge di Regolarità riservato agli Angeli del
Paradiso, da disputare su nuvole rigorosamente d’epoca,
oppure ti stai dedicando con tutte le tue energie al restauro
della vecchia Rolls di San Pietro, che è il tuo nuovo
capo, ed il capo, si sà, è sempre il capo, pertanto
va rispettato.
So bene che tu di li ci vedi tutti, sempre e sai anche che oggi
ci siamo riuniti qui, in Autodromo, per dare vita a quella che
negli anni scorsi è stata la nostra piccola gara e che
oggi è la tua grande gara.
Orbene, se ti chiamiamo è perché ci siamo resi
conto di quanto sia difficile riuscire a fare, in tanti, tutto
quello che tu riuscivi a fare, da solo, per il nostro club.
Ma noi vogliamo ugualmente provarci a tenere in vita, e spero
anche in ottima salute, il tuo Jurassic. Ma abbiamo bisogno
di aiuto, soprattutto in questo momento in cui tu ci hai lasciati
soli, andandotene via così in fretta.
E lassù, dove ora tu ti trovi, si può molto, per
cui ti chiedo di ispirarci, di guidarci in questi primi passi
da soli e di non prendertela troppo se talvolta sbagliamo, se
faremo in modo diverso da quello che tu avresti desiderato fare;
a proposito dì anche ad Antonio di non arrabbiarsi con
noi se qualche volta sbagliamo un cronometraggio, per cui qualche
classifica risulterà errata.
Ti chiedo un ultimo favore: nelle precedenti manifestazioni
cui hai dato vita, qui in Autodromo, sei stato sempre l’ultimo
a prendere il via perché impegnato, fino a quel momento,
con birilli, cronometri, pressostati, oltre che con tutti noi.
Oggi vorremmo che fossi tu il primo a partire, a compiere con
Antonio al fianco il giro di pista di apertura della gara: ti
diamo per compierlo un minuto di tempo a decorrere dal suono
della sirena della corsia box, un minuto in cui attendiamo,
in silenzio, la stessa sirena che ci segnalerà il rientro
ai box della tua bianca Porsche.
Ciao, Maurizio, e grazie da tutti noi. |
|